PER RIFLETTERE SUL VANGELO Gv 3,7-15 “Dovete nascere dall’alto”, dice Gesù a N…

PER RIFLETTERE SUL VANGELO 
Gv 3,7-15

“Dovete nascere dall’alto”, dice Gesù a N...


PER RIFLETTERE SUL VANGELO
Gv 3,7-15

“Dovete nascere dall’alto”, dice Gesù a Nicodemo. Non basta cambiare qualcosa e non possiamo limitarci ad aggiustare alcuni pensieri. Nascere significa diventare nuova creatura, ricevere una nuova identità. Dobbiamo sottolineare anche l’avverbio: “dall’alto”. Il rinnovamento radicale della propria vita suppone la disponibilità della persona ma può essere realizzato solo e nella misura in cui l’uomo riconosce e accoglie Dio come principio di vita nuova, si lascia plasmare dallo Spirito Santo. La volontà di cambiare è necessaria ma largamente insufficiente. La più sincera intenzione non basta. Nascere dall’alto significa accogliere Gesù, Colui che viene dal Cielo e parla in nome e con l’autorità di Dio. “Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo”. Il cammino dell’uomo comincia con l’umile riconoscimento di non avere l’energia per giungere alla meta. Abbiamo tanti desideri ma non la capacità di realizzarli. Non basta la manna, dono della Provvidenza ma pur sempre un prodotto della terra; abbiamo bisogno di quel Pane che viene dal Cielo. La proposta evangelica qui non ammette sconti, non sopporta mutilazioni, non può essere soggetta a interpretazioni parziali. Come il Figlio è nato per opera dello Spirito, così l’uomo può diventare figlio di Dio solo per opera dello Spirito. Solo lo Spirito può dare all’uomo una vita nuova, una nuova personalità, un modo nuovo di pensare e di agire. Il principio che dà vita non è più la carne e il sangue ma lo Spirito di Dio. All’inizio del terzo millennio, in quella splendida Lettera che consegnava il Giubileo, Giovanni Paolo II scrisse: “Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona”.
Non ci scoraggiamo quando scopriamo i nostri limiti o quando gli altri si accorgono della nostra debolezza. Al contrario, impariamo a ripartire subito con quella grazia che solo Dio può donare. È questa la grazia che oggi chiediamo.



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